Studio pilota – CompuFlo®

Sul periodico Regional Anesthesia and Pain Medicine è stato pubblicato uno studio pilota con lo scopo di valutare il sistema d’iniezione a controllo computerizzato per anestesia epidurale CompuFlo® prodotto da Milestone Scientific:

Identification of the epidural space using pressure measurement with the Compuflo Injection Pump – a pilot study – Oscar Ghelber, M.D., Ralf E. Gebhard, M.D., Sejal Vora, M.D., Carin A. Hagberg, M.D., Peter Szmuk, M.D.

BACKGROUND E OBIETTIVI: Nonostante l’anestesia epidurale (EA) sia frequentemente utilizzata, i tassi di successo variano e alle volte si verificano complicazioni dovute ad un errato posizionamento dell’ago. Per l’identificazione oggettiva dello spazio epidurale (ES) sono stati suggeriti differenti metodi, senza ottenere tuttavia un’estesa popolarità. Questo studio pilota valuta la misurazione in continua della pressione durante un’iniezione a bassa velocità realizzata con una pompa ad iniezione computerizzata per permettere un’identificazione oggettiva dello spazio epidurale.
METODI: Su 20 pazienti consecutivi l’EA è stata effettuata utilizzando la tecnica convenzionale basata sulla perdita di resistenza, e la tecnologia della pompa ad iniezione è stata usata per ottenere letture della pressione nei legamenti sovraspinosi, nel legamento flavo e nell’ES. Nei successivi 20 pazienti, invece, l’ES è stato identificato solamente con la pompa ad iniezione computerizzata.
RISULTATI: La lettura della pressione ottenuta durante la prima parte dello studio rivela differenze significative tra ES e i legamenti sovraspinosi e tra ES e il legamento flavo (8 mm Hg, intervallo di confidenza [CI] del 95%, 6-11 vs 79 mm Hg, 95% CI 74-83 e 92 mm Hg, 95% CI 83-102, rispettivamente) (P < .001). Nella seconda parte dello studio la pompa ad iniezione ha consentito una corretta identificazione dell’ES e una corretta esecuzione dell’EA in tutti e 20 i pazienti.
CONCLUSIONI: Questa investigazione dimostra che la pompa ad iniezione computerizzata può essere utilizzata per identificare lo spazio epidurale e può servire come base per ricerche comparative utili a determinare se questa tecnologia può incrementare il tasso di successi nell’EA o una riduzione dell’incidenza degli effetti collaterali.

Lo studio completo si può trovare su Regional Anesthesia and Pain Medicine, Volume 33.